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Tabella delle disposizioni del d.P.r. n. 207/2010 che rimangono in vigore transitoriamente in base all’art. 216 del d.lgs. n. 50/2016.

a cura di Cristina Fungipane

L’articolo 216 del d.lgs. n.50/2016 (nuovo Codice dei contratti pubblici) stabilisce l’applicazione in via transitoria di numerose disposizioni del d.P.R. n. 207/2010, destinate a cessare la loro vigenza una volta che saranno approvati alcuni decreti ministeriali e alcuni d.P.C.M. con valenza regolamentare, nonché le linee-guida dell’Anac.

Nella tabella che si riporta di seguito sono specificate, rispetto a ciascuna disposizione (comma) dell’art. 216 le disposizioni del d.P.R. n. 207/2010 ancora vigenti e il loro contenuto (in termini sintetici).

Disposizione art. 216 Codice

Disposizione del d.P.r. 207/2010 che resta in vigore

Disposizione del Codice alla quale è correlata (cosa prevede)

Decreto/Atto Anac che determina cessazione vigenza disposizione d.P.R. 207/2010

Comma 4

Artt. da 14 a 43: attività di progettazione, composta da studio di fattibilità e progetti preliminare, definitivo ed esecutivo.
Artt. da 239 a 247: attività di progettazione (preliminare, definitiva ed esecutiva) inerente a lavori facenti parte del patrimonio culturale.
Art. 23, comma 3: attività di progettazione dei lavori pubblici sviluppata in 3 livelli successivi di approfondimento (progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo). Prevista emanazione di decreto ministeriale (senza riferimento temporale) per la disciplina dei contenuti dei tre livelli di progettazione.

Comma 5

Artt. da 254 a 256: indicazione dei requisiti necessari per società di ingegneria, società di professionisti e per i consorzi tra gli stessi stabiliti, ai fini della partecipazione alle gare e affidamento dei rispettivi servizi. Art. 24, comma 2: possono svolgere le prestazioni relative alla progettazione in materia di lavori pubblici, i soggetti di cui all’art. 46 che siano in possesso di determinati requisiti. Prevista emanazione di decreto ministeriale entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Codice, recante i requisiti necessari ai fini della progettazione da parte dei soggetti di cui all’art. 46 del Codice.

Comma 8

Artt. 9 e 10: disciplina e funzioni del RUP, soggetto responsabile delle fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione. Nominato dalle amministrazioni aggiudicatrici, riveste il ruolo del RUP un tecnico, abilitato all’esercizio della professione ovvero un funzionario tecnico, anche di qualifica non dirigenziale, con anzianità di servizio non inferiore a cinque anni. Art. 31, comma 5: definizione dei compiti specifici del RUP (compresi gli ulteriori requisiti di professionalità in relazione alla complessità dei lavori), nonché dell’importo massimo e della tipologia di lavori, servizi e forniture per i quali il RUP può coincidere con il progettista o il direttore dell’esecuzione del contratto. Previsto intervento dell’ANAC entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Codice.

Comma 14

Artt. da 60 a 96: disciplina del sistema di qualificazione delle imprese (obbligatoria per chiunque esegua i lavori pubblici affidati dalle stazioni appaltanti, di importo superiore a 150.000 euro) affidata alle SOA. Indicazione dei requisiti necessari all’ottenimento della qualificazione e per ottenere l’abilitazione ad eseguire i lavori. Art. 83, comma 2: disciplina dei criteri di selezione, che concernono esclusivamente i requisiti di idoneità professionale, capacità economica e finanziaria e capacità tecniche e professionali. Tali requisiti devono essere attinenti e proporzionati all’oggetto dell’appalto, tenendo conto dell’interesse pubblico ad avere il più ampio numero di partecipanti, nel rispetto dei principi di trasparenza e rotazione. Prevista emanazione, entro un anno dall’entrata in vigore del Codice, delle linee guide dell’ANAC per la disciplina, in caso di lavori, del sistema di qualificazione, dei casi e delle modalità di avvalimento, dei requisiti che devono essere posseduti dal concorrente e della documentazione richiesta ai fini della dimostrazione del loro possesso.

Comma 16

Artt. da 215 a 238: oggetto e strutturazione del collaudo, fasi di realizzazione del collaudo. Nomina del collaudatore o, nei casi prescritti, della commissione dei collaudatori e compensi attribuiti. Art. 102, comma 8: disciplina della modalità di svolgimento del collaudo, compresi i casi in cui il certificato di collaudo dei lavori ed il certificato di verifica di conformità posso essere sostituiti dal certificato di regolare esecuzione. Prevista emanazione di decreto ministeriale (senza riferimento temporale) su proposta del Consiglio superiore dei lavori pubblici e sentita l’ANAC.

Comma 17

Artt. da 178 a 210: gestione dei fondi, scopo e forma della contabilità. Registrazione di ogni singola voce relativa al costo dei lavori, da eseguirsi contemporaneamente all’esecuzione degli stessi. Gestione della contabilità per lavori in economia, effettuata dal direttore dei lavori o dal soggetto dallo stesso nominato. Art. 111, comma 1: disciplina il potere di controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione dei lavori da parte del direttore dei lavori e del relativo ufficio di direzione lavori. Prevista emanazione di decreto ministeriale entro 90 giorni dall’entrata in vigore del Codice (su proposta dell’ANAC, previo parere delle competenti commissioni parlamentari e sentito il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), per la definizione delle modalità e la tipologia di atti attraverso i quali il direttore dei lavori, che di norma è anche il RUP, effettuerà l’attività di controllo.

Comma 19

Art. 248: forme di verifica semplificata in materia di progettazione dei lavori inerenti a beni facenti parte del patrimonio culturale (per appalti fino a 150.000 euro, realizzazione nel quinquennio antecedente di lavori analoghi con certificazione di buon esito;
requisiti per la qualifica di direttore tecnico).
Art. 251: collaudo in corso d’opera dei lavori riguardanti i beni del patrimonio culturale, e disciplina dei componenti del relativo organo.
Art. 146, comma 4: disciplina dei requisiti di qualificazione che devono possedere i soggetti che operano nel settore dei beni culturali. Prevista emanazione di decreto ministeriale entro 6 mesi dall’entrata in vigore del Codice, per la definizione dei requisiti di qualificazione dei direttori tecnici e degli esecutori dei lavori, nonché le modalità di verifica ai fini dell’attestazione.

Comma 21

Art. 216: nomina del collaudatore (o commissione dei collaudatori), effettuata dall’ente deputato all’approvazione del contratto entro 30 giorni dalla data di ultimazione dei lavori, ovvero dalla data di consegna dei lavori in caso di collaudo in corso d’opera. Requisiti necessari e cause di incompatibilità. Art. 196, comma 4: disciplina relativa all’albo nazionale dei soggetti che posso ricoprire i ruoli di direttore dei lavori e collaudatore, istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un albo nazionale. Prevista emanazione di decreto ministeriale entro 6 mesi dall’entrata in vigore del Codice, recante disposizioni relative alle modalità di iscrizione all’albo ed i compensi da corrispondere.

Comma 26

Artt. da 343 a 356: disciplina dei contratti da eseguire all’estero nell’ambito di interventi volti alla cooperazione tra l’Italia e Paesi in via di sviluppo, e lavori da eseguirsi presso le sedi estere del Ministero degli affari esteri. Art. 1, comma 7: principi generali in materia di procedure di scelta del contraente e l’esecuzione del contratto da svolgersi all’estero, tenuto conto dei principi fondamentali del nuovo Codice e delle procedure applicate dall’Unione Europea e dalle organizzazioni internazionali di cui l’Italia è parte. Resta ferma l’applicazione del codice alle procedure di affidamento svolte in Italia. Prevista emanazione di decreto ministeriale (senza riferimento temporale) recante direttive generali.